Conclusa la stagione agonistica 2014-15.

 

Venerdì 15 maggio si è chiusa la stagione agonistica, con una cena a base di pesce alla quale hanno partecipato i giocatori e i dirigenti. L’obiettivo minimo è stato raggiunto anche se con qualche affanno. Durante la serata il Presidente Elia Verardo ha voluto esprimere i suoi complimenti per la stagione. Alla serata ha partecipato la famiglia Meneghel alla quale va il ringraziamento per la loro presenza costante durante il campionato, presenza che ha dato stimolo alla società e ai calciatori.

 

LA SQUADRA

PERESSON          Spiderman, anzi no. Vista la statura e il peso ci vorrebbe un altro super-eroe. Hulk probabilmente. Sicurezza tra i pali, in uscita e baluardo dagli undici metri (uno su tutti il rigore parato nella casalinga contro il Padova). Leader in porta e oltre, le sue urla di incitamento e di indicazione si sentono fuori lo stadio.

FRANCESCUTTI  Baby Marco, chiamato in causa tra i pali mostra ancora qualche pecca di gioventù ma alcuni suoi interventi mettono in luce un altissimo potenziale.

BOZZETTO Grinta, temperamento (come ci piace) a volte lo spingono oltre (questo un po’ meno). Non si può tuttavia chiedere la maturità di un veterano a un classe 95’ anche se deve e può migliorare. Proverbiali alcune sue chiusure difensive e contrasti quando si muove sulla fascia.

BRUSTOLON      Grande esperienza, persona umile e rispettosa e di temperamento. Entrato in punta di piedi si è guadagnato il rispetto del gruppo e il posto nella linea arretrata. In campo continuità precisione tattica e negli interventi. Uomo più della retroguardia.

COLOMBERA Uomo spogliatoio, la sua simpatia goliardica è magnetica. In campo grinta e determinazione sono i suoi connotati. Il gioco aereo è il suo pane, sia nella propria area che in quella avversaria.

DAL BIANCO       Preciso e puntuale sempre al posto giusto nel momento giusto. Notevole anche in fase di spinta e nei calci piazzati.

FALOPPA Baluardo della difesa e leader indiscusso. Doti importanti sotto molti aspetti come la fisicità, caparbietà nei contrasti (a volte ruvido ma è quello che ci si aspetta da un difensore come lui). Difficilmente l’avversario passa dalle sue parti. Già a Tamai nel 2002-03 (anno della retrocessione ai play-out e ripescaggio) ha avuto modo, con il suo prezioso apporto, di contribuire significativamente alla salvezza in questa stagione.

RIGUTTO             Ragazzo educato e dal carattere mite. Quando è stato chiamato in causa ha sempre dato massima disponibilità ed espresso concretezza sul rettangolo di gioco.

TUAN    Poche presenze, serietà e disponibilità unica. Deve ancora trovare il suo ruolo congeniale. Termina la stagione nel migliore dei modi realizzando una rete in diagonale che è il giusto premio per l’impegno dimostrato nell’annata.

BERTOIA             Jolly di centrocampo. Mediano classico, quando chiamato in causa ha sempre dato il suo contributo soprattutto sotto l’aspetto del temperamento.

FURLAN DAVIDE              Di Tamai, uno di casa. Esperienza da vendere (Parma, Tamai, Sacilese, Belluno) ottimo in fase contenitiva, metronomo in impostazione. Il perno tra difesa e attacco e quando c’è lui in campo è spettacolo.

KRYEZIU              Sostituto naturale di Pavan, la sua perseveranza gli ha fatto trovare sempre più spazio tra gli undici titolari. Quando entra si fa sempre trovare pronto e lucido. Caparbio in fase difensiva non disdegna le sortite in attacco dove può sfoderare il suo destro potente.

PAVAN  Golden boy. Classe 96’ ed esperienza da 80’. Dinamico, preciso in copertura, caparbio nel conquistare palla oltre il centrocampo e fiondarsi in attacco. Due gol a referto ma potrebbero essere molti di più. Ampi margini di miglioramento.

PETRIS  Il Capitano. Sulle sue spalle poggia per tutta la stagione la maglia con il peso specifico più alto, la n°2 (maglia del compianto Meneghel). E non è cosa da poco. I movimenti di Fabrizio sono semplici, dieci secondi prima è in difesa a coprire, dieci secondi dopo è in attacco a cercare il gol. Centrocampista a tutto tondo dal gol facile (memorabile la sua doppietta all’Union Pro).

URSELLA             Il playmaker. Provate a rubare palla mentre è tra i suoi piedi. Il giocatore più tecnico della rosa, alcune sue giocate lasciano a bocca aperta. Alcuni passaggi filtranti sono invenzioni, ma ci si aspetta la continuità sotto questo ultimo punto di vista. Poi per movenze e visione il paragone vien da se.

BOLZON              Ragazzo semplice, sempre presente e sempre a disposizione. Naturale sostituto di Sellan, ha sempre dato il suo apporto condito con una buona dose di temperamento e di sostanza. La serie sfortunata di pali e traverse (memorabile il legno orizzontale colto al Nereo Rocco, con una cannonata dalla trequarti) sfida la legge dei grandi numeri.

FURLAN FEDERICO          Tenuto stretto dalle avance di più squadre che lo cercavano, è stato ribattezzato nel girone il “Robben della D”, il che la dice tutta sul suo modo di agire. Dribbling secco, volata in fascia, rientro, mancino a giro, gol. Proverbiali le sue discese e le sue reti (vedi Tamai-Padova), un alfiere del gol (14 reti in campionato). Ha la stoffa per migliorarsi e diventare leader.

SELLAN                In attacco è dappertutto a destra, a sinistra, su, giù. Pressa, si fa in quattro e quando arriva il cross giusto, di testa (o di piede poco importa) insacca. Otto i gol (più due in coppa), sarebbero molti di più senza gli infortuni che lo hanno condizionato dopo un inizio devastante al ritmo di un gol a partita. Bravo ragazzo, deve mettere su qualche Kg…di cattiveria agonistica sotto porta e nei contrasti.

ZAMBON             Ecclettico. Il più estroso del trio davanti. Corre in fascia, inventa per i compagni e quando si avvicina in area avversaria non si fa pregare due volte. Undici le reti in campionato (più una in coppa). Non esprime ancora tutto il suo potenziale che va ben oltre quello mostrato sul campo.

CORAZZA             Lungodegente della rosa. Limitato dagli infortuni deve ancora aver modo di mostrare le sue qualità sul campo, l’età è dalla sua (94’).

MENEGHEL         Ragazzo d’oro. Come nessun altro incarnava l’essenza della Polisportiva Tamai. Ragazzo umile, mai sopra le righe, esemplare a scuola e nel sociale. Un veterano sul campo da gioco seppur classe 95’. Posizionamento al limite della perfezione, chiusure precise, spinta sulla fascia, spirito di abnegazione.
Non c’è più, mancato lo scorso settembre in un incidente stradale. La sua scomparsa ha lasciato stordito il paese intero e la sua memoria resterà viva, come calciatore e soprattutto come uomo. Mene sempre con noi.

DE AGOSTINI Il guerriero. Nonostante i problemi di salute che l’hanno allontanato dalla panchina numerose volte lui c’è. Motivatore a tutto tondo, in allenamento, in spogliatoio e in panchina. Foga agonistica all’ennesima potenza (viziata da qualche cartellino rosso di troppo). Proverbiali le sue urla di richiamo e di incitamento. Con lui a mezzo servizio la squadra ha alternato una prima fase spettacolare da una seconda sottotono. Gli manca trovare l’equilibrio tra foga e la lucidità.

SACCON              Valido supporto di De Agostini, nel momento del bisogno si è sdoppiato tra Juniores e Prima squadra. Ha collaborato e dato il suo contributo per il raggiungimento dell’obiettivo finale.